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Crisi 2020 economia non osservata: spunti e valutazioni

06/12/2022

Crisi 2020 economia non osservata: spunti e valutazioni

Fra i tanti aspetti collegati alla crisi economica nella quale siamo incorsi a partire dal 2020, con il diffondersi della pandemia di Covid-19 e le conseguenti difficoltà vissute a livello mondiale, vogliamo analizzare l'andamento di un particolare settore economico, quello dell'economia non osservata.

L’economia non osservata si lega al concetto di evasione fiscale, rappresentando quindi, in Italia, un importante spunto di riflessione e di valutazione dell’andamento economico ma anche sociale. Entriamo in maniera più approfondita nella questione, cercando di cogliere e analizzare le conseguenze e le correlazioni che questo comporta.

Cos'è l'economia non osservata

L'economia non osservata comprende tutte quelle attività che non possono essere registrate e che non possono, quindi, essere misurate. Di conseguenza, non possono nemmeno essere soggette a tassazione.

Il concetto di economia non osservata si collega quindi in maniera molto stretta a quello di evasione fiscale che, nel nostro Paese, tocca percentuali veramente allarmanti.

Secondo l'Istat, il valore dell’economia non osservata in Italia, nel 2019, è stato pari a 203 miliardi di euro. Per quanto abbia continuato a seguire una tendenza che ha visto il valore dell’economia non osservata annualmente in calo dal 2014, nel 2020 abbiamo registrato un ulteriore ribasso, con una frenata che ne ha ridotto il valore fino a 174,5 miliardi di euro.

All’interno di questa categoria economica rientrano tutte le attività illegali, oltre a quei settori che, seppur di per sé leciti, non sono registrabili perché non dichiarati. Questo comprende:

  • Economia illegale: attività illegali che comportano una o più violazioni del codice penale;
  • I ricavi generati da lavori non registrati a livello statistico, per errori nelle dichiarazioni o per mancata risposta ai questionari da parte di aziende ed industrie;
  • Economia sommersa: tutte le attività legali di per sé, ma non dichiarate ai fini fiscali (lavoro in nero etc.) e quindi non misurate dalla pubblica amministrazione ai fini di regolarne la tassazione;
  • Economia informale: comprende i contratti informali stipulati in piccoli ambiti, come il contesto familiare o poco più ampi.

Economia sommersa ed evasione fiscale

L’economia non osservata si articola in diverse forme, come abbiamo potuto osservare, che vanno a creare un’ombra nel panorama economico e sociale della nostra nazione. Le ripercussioni, infatti, riguardano tutto il mondo del lavoro, dell’occupabilità e della pressione fiscale.

Inoltre, le stime sul valore che l’economia non osservata rappresenta rispetto al Pil non possono essere oggettive e i dati raccolti sono puramente statistici, per chiare ragioni legate alla difficile misurazione e controllo del fenomeno.

Le linee guida per la definizione statistica del problema sono state redatte per la prima volta nel 2002, mentre nel 2008 Unece ha pubblicato una documentazione più estesa riguardo alle pratiche nazionali.

Nonostante il monitoraggio difficile, gli stati sono tenuti a considerare il valore statistico dell'economia non osservata al momento di calcolare il Pil interno. È quanto stabilito nel settembre 2014 da tutti gli stati membri. Nello stesso anno Eurostat ha prodotto un report dedicato al controllo del fenomeno, basandosi sugli standard definiti dalle Nazioni Unite. In particolare, si è deciso di includere nel calcolo del Pil per tutti gli stati tre attività illegali:

  • prostituzione;
  • contrabbando di sigarette;
  • produzione e commercio di stupefacenti.

L’Italia ha, inoltre, incluso nel calcolo le attività legate all’economia sommersa. La nostra nazione, infatti, risulta al primo posto in Europa per valore dell’economia sommersa rispetto al Prodotto interno lordo.

Per il controllo dell’economia sommersa, Eurostat ha previsto una procedura di misurazione in due fasi. Per prima cosa viene determinato l’impatto del lavoro irregolare per quanto concerne il numero di unità occupate a tempo pieno e le ore lavorate; poi si definisce quanto valore aggiunto ogni posizione lavorativa abbia generato nel corso dell’anno.

Crisi 2020 ed economia non osservata

Il dato positivo, rispetto alla crisi economica sopraggiunta nel 2020, in seguito alla propagazione della pandemia che ha colpito tutto il pianeta, è il calo del valore dell’economia non osservata rispetto al Pil.

Analizzando le statistiche Istat, possiamo vedere come l’economia non osservata sia crollata, nel 2020, del 14,1%; la sua incidenza si è così ridotta fino al 10,5% del Pil.

Rispetto agli anni precedenti, il valore si è ridotto dai 203 miliardi di euro del 2019 ai 174,6 miliardi di euro del 2020. Di questi, la sola economia sommersa rappresenta un valore di 157 miliardi di euro e le attività illegali propriamente dette sono di poco superiori a 17 miliardi di euro. Il calo totale dell’economia non osservata è dunque pari a oltre 30 miliardi di euro.

Questo ha avuto un altro impatto da non sottovalutare: la riduzione del lavoro irregolare durante il 2020, che ha registrato un calo di circa 660 mila unità rispetto al 2019, attestandosi intorno alle 926 mila unità irregolari.

Perché questi dati sono così importanti?

Avere un quadro statistico quanto più preciso possibile nei confronti del valore e dell’impatto che l’economia non osservata ha rispetto al Pil è molto importante per inquadrare il fenomeno dell’evasione fiscale. Tale misurazione si basa per la maggiore proprio sulla stima che la componente non osservata (in particolare la sommersa che, come abbiamo visto, è un fenomeno assolutamente non trascurabile in Italia) ricopre rispetto agli altri settori economici.

Il controllo dell’evasione fiscale non è fine a se stesso, ma ha ripercussioni su tutto quello che è il mondo del lavoro, oltre che sulla sicurezza dei lavoratori e sulla qualità delle condizioni di impiego.

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