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Imprenditoria femminile requisiti: tutto ciò che c’è da sapere

10/02/2022
Redazione

Imprenditoria femminile requisiti: mini guida utile per capirci qualcosa in più

 

Conoscere, per l’imprenditoria femminile, i requisiti e le condizioni da rispettare per accedere ai finanziamenti previsti, è di sicuro utile se vogliamo orientarci fra le tante norme in vigore, a partire dalla legge 215 del 1992.

Secondo questa norma, in particolare, possono usufruire dei finanziamenti:

  •         gli enti, i consorzi, le associazioni, le imprese e i promotori di corsi i cui componenti siano di sesso femminile per almeno il 70%;
  •         le cooperative e le società di persone con almeno il 60% dei soci di sesso femminile;
  •         le ditte individuali in cui il titolare sia una donna;
  •         le società di capitali, a condizione che l’amministrazione sia costituita almeno per un terzo da donne e che non meno dei due terzi delle quote siano femminili.

I numeri, del resto, parlano chiaro: sono in costante crescita le donne a capo di un’impresa, che realizzano, per altro, obiettivi di business importanti. È ben nota, infatti, la capacità di problem solving delle donne, la loro determinazione e perché no, anche la loro lungimiranza. Tutto ciò contribuisce a renderle protagoniste di storie di successo e a stimolare traguardi di business sempre più ambiziosi.

La categoria delle piccole imprese: requisito utile per l’ottenimento di finanziamenti e agevolazioni di vario tipo

 

In termini di requisiti c’è un altro aspetto importante di cui tenere conto, vale a dire la necessità di essere classificati come imprese di piccole dimensioni.

Ciò vuol dire che:

  •         il numero di dipendenti deve essere inferiore a 50;
  •         il fatturato lordo non deve superare i 7 milioni di euro;
  •         non bisogna essere dipendenti da imprese partecipanti.

Pertanto, possono essere finanziati investimenti come:

  •         l’avvio di una nuova attività lavorativa;
  •         l’acquisizione di servizi reali;
  •         l’acquisizione di attività già in essere, progetti e attività innovative.

Va rilevato, inoltre, che i finanziamenti possono essere concessi per sostenere le spese che riguardano i software, i servizi reali, i brevetti, le opere murarie, gli impianti, la progettazione dei lavori, gli studi di fattibilità dei progetti (se necessari), i piani di impresa, le attrezzature, i macchinari e, qualora vengano acquisite delle attività già esistenti, i beni usati.

Non sono comprese, invece, le spese relative agli utensili di utilizzo comune, ai materiali di consumo, alle materie prime, alla manutenzione ordinaria, all’acquisto di terreni o fabbricati e all’acquisto di beni come il cellulare, la macchina o il computer.

 

 

Come presentare la richiesta

 

Le donne che ritengono di poter rispettare tutte le condizioni elencate e desiderano inoltrare una richiesta per un finanziamento a fondo perduto devono tenere sotto controllo i bandi che vengono pubblicati o sul sito web della Regione in cui si risiede o su quello del Ministero dello Sviluppo Economico.

Per l’imprenditoria femminile i requisiti di partecipazione e altre condizioni sono indicati direttamente in questi bandi che vengono pubblicati periodicamente e che possono essere consultati anche per capire quali sono le modalità di finanziamento previste.

Se si ritiene di rispettare tutti i requisiti indicati, non rimane che scaricare il modulo disponibile sul sito web del MISE per presentare la richiesta.

Imprenditoria femminile: quali sono gli incentivi

 

Lo Stato ha previsto inoltre una serie di agevolazioni volte ad assicurare l’avvio di imprese al femminile:

  •         il microcredito;
  •         l’autoimpiego Invitalia;
  •         il fondo di garanzia;
  •         i finanziamenti a fondo perduto regionali.

Questi ultimi sono finalizzati a favorire la nascita di imprese femminili, con una parte di capitale – di solito compresa fra il 50 e l’80% - che non deve essere restituita. Anche la parte che deve essere rimborsata, comunque, prevede delle condizioni di favore, con un tasso agevolato: in genere è pari allo 0.5% per un piano di ammortamento di dieci anni.

Per quel che riguarda il fondo di garanzia, invece, esso interviene sulle garanzie assicurative, reali e bancarie; in questo caso, quindi, non si tratta di un contributo di carattere economico vero e proprio.

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