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Codice della crisi d’impresa: ecco il nuovo calendario

21/10/2021
Redazione

Come cambia l’agenda del Codice della crisi

È stato riscritto il calendario del Codice della Crisi: durerà più di due anni il percorso a tappe che porterà alla riforma delle norme relative alla crisi di impresa. In particolare la maggioranza di esse entrerà in vigore a partire dalla Primavera 2022.

Il percorso in questione è stato indicato dal Decreto Legge varato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 5 agosto, in modo che le regole esistenti, insieme con quelle indicate dal Codice della crisi, possano far fronte alle difficoltà e ai problemi derivati dalla pandemia.

Il Decreto parte dal presupposto che la continuità aziendale non potrà più essere assicurata dopo che si saranno conclusi gli interventi di carattere economico e normativo, grazie alle quali le conseguenze dell’emergenza da Coronavirus sono state in qualche modo mitigate.

Un intervento per le piccole e medie imprese

Questa situazione coinvolge tutte le imprese, di tutte le dimensioni, ma riguarda in modo particolare quelle di piccole e medie dimensioni.

In base alle stime contenute nel Rapporto Pmi 2021, che è stato messo a punto da Confindustria insieme con Cerved, nel momento in cui si esauriranno gli aiuti ci sarà un aumento di 5 punti percentuali e mezzo della quota di piccole e medie imprese che potrebbero andare incontro ad un fallimento.

Nelle regioni del Sud si passerebbe da un valore del 13% a uno del 20.8%, mentre a livello nazionale ci sarebbe un aumento dal 9.2 al 14.7%.

 

 

 

Il decreto legge del 5 agosto del 2021

Con l’entrata in vigore del decreto legge dello scorso 5 agosto, pertanto, sono state apportate delle modifiche alla legge fallimentare, che saranno operative con effetto immediato. Non solo cambieranno le norme relative alla transazione fiscale, ma verrà anticipata l’entrata in vigore di diversi articoli del Codice della crisi, così da estendere l’accesso alle soluzioni alternative al default.

Sempre riprendendo il Rapporto Pmi 2021, i pericoli più consistenti riguardano gli alberghi, con una quota del 34%, i ristoranti, con una quota del 40%, e soprattutto le società che si occupano dell’organizzazione di convegni e fiere, con una quota del 67%.

Gli step successivi

A partire dal prossimo 15 novembre, invece, sarà operativa la nuova procedura di composizione negoziata finalizzata alla soluzione delle crisi di impresa in modalità extra-giudiziale e volontaria.

Che cosa cambierà? La gestione rimarrà in mano agli imprenditori, che però potranno contare sulla consulenza di uno specialista in modo da mettere in atto un percorso risolutivo, volto ad agevolare le trattative con i vari creditori.

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