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Margine di contribuzione: cosa è e come si calcola

margine di contribuzione

 

Cos'è il margine di contribuzione? Definizione e calcolo

 

Quando si parla di margine di contribuzione è necessario tenere conto del fatto che in realtà ne esistono due:

 

  • il margine di contribuzione di primo livello;
  • il margine di contribuzione di secondo livello.

 

Il margine di contribuzione di primo livello viene indicato con la sigla MC1 o semplicemente con la sigla MC: esso corrisponde alla differenza tra il valore dei beni prodotti e la somma dei costi variabili che li riguardano. Nel caso in cui si faccia riferimento a un bene solo, il sottraendo è rappresentato dal suo prezzo.

 

Il margine di contribuzione di secondo livello, invece, viene indicato con la sigla MC2: esso è il risultato della sottrazione tra il margine di contribuzione di primo livello e i costi fissi che riguardano la produzione. Questi costi fissi possono essere relativi al leasing degli impianti, agli ammortamenti o al costo del personale produttivo indiretto, e quindi agli impiegati dell’ufficio produzione, agli attrezzisti, ai magazzinieri, e così via.

 

 

Che cosa vuol dire se il margine di contribuzione è negativo

 

Nell’ipotesi in cui il margine di contribuzione dovesse risultare negativo, significa che i ricavi non bastano per coprire i costi che devono essere affrontati per la produzione del bene. Di conseguenza, ogni volta che il fatturato aumenta si verifica un incremento delle perdite di esercizio.

 

Nel caso in cui il margine di contribuzione di primo livello dovesse risultare positivo e il margine di contribuzione di secondo livello negativo, ecco che si è in presenza di un sovradimensionamento della struttura produttiva: pertanto, per arrivare al pareggio ci sono due strade che è possibile percorrere, vale a dire un ridimensionamento della struttura produttiva o un incremento delle vendite. Attenzione, però, anche al margine di contribuzione di secondo livello positivo.

 

 

Il margine di contribuzione di secondo livello positivo

 

Non è detto che quando il margine di contribuzione di secondo livello è positivo vi sia sempre un utile di esercizio, in quanto ci potrebbero essere dei costi fissi di struttura che oltrepassano tale margine.

 

Come ci si deve comportare in una situazione del genere? Anche in questa circostanza, sono due le ipotesi da prendere in considerazione: la prima è quella che prevede di accrescere ancora di più il fatturato; la seconda, invece, consiste nel far calare i costi della struttura, che possono riguardare i servizi generali, gli impiegati amministrativi e in generale il personale di struttura, compreso il reparto commerciale.

 

 

A che cosa serve il margine di contribuzione

 

Il margine di contribuzione di un bene serve a misurare il contributo che il bene in questione garantisce ad un’azienda affinché sia possibile arrivare a coprire i costi fissi. È una grandezza di importanza assoluta nel contesto della misurazione della redditività di qualsiasi prodotto; ma il discorso vale anche per un servizio o per una linea intera di prodotti.

 

Ogni impresa ha lo scopo di aumentare il più possibile il margine di contribuzione in funzione del prezzo che si può praticare, variabile a seconda del mercato ed è solo in questo modo che si possono prendere decisioni anche in termini di volume.

 

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