
Una delle domande più frequenti tra imprenditori e soci di società è: “Se la mia azienda guadagna 100.000 euro, quanti soldi restano realmente a me?”.
La risposta non è immediata, perché tra l’utile prodotto dall’impresa e l’importo effettivamente percepito dal socio intervengono imposte, contributi e diverse modalità di distribuzione delle somme.
Comprendere il percorso che porta dall’ utile lordo all’ utile netto è fondamentale per prendere decisioni strategiche sulla gestione aziendale e sulla remunerazione dei soci.
L’utile lordo rappresenta il risultato economico positivo generato dall’attività d’impresa prima della distribuzione ai soci.
In termini pratici, si tratta della differenza tra:
L’utile lordo non coincide con quanto l’imprenditore può utilizzare liberamente, poiché deve ancora essere assoggettato alla fiscalità prevista dalla normativa vigente.
Una SRL è soggetta principalmente a due imposte:
L’IRES (Imposta sul Reddito delle Società) si applica con aliquota ordinaria del 24%.
L’IRAP varia in base alla regione e al settore di attività, ma generalmente si colloca intorno al 3,9%.
La combinazione di queste imposte riduce l’utile disponibile per eventuali distribuzioni ai soci.
Immaginiamo una SRL che realizza un utile imponibile pari a 100.000 euro.
Scenario semplificato:
Risultato:
Questa somma non rappresenta ancora il denaro che finirà nelle tasche del socio.
Esistono diverse modalità attraverso cui il socio o l’imprenditore può percepire denaro dalla società.
L’assemblea dei soci può deliberare la distribuzione degli utili.
In questo caso il dividendo percepito dalla persona fisica è generalmente soggetto a una ritenuta del 26%.
L’imprenditore che riveste il ruolo di amministratore può percepire un compenso.
Questa soluzione consente spesso una pianificazione fiscale differente rispetto alla distribuzione dei dividendi.
In presenza dei requisiti previsti dalla legge possono essere utilizzati ulteriori strumenti di gestione economica e patrimoniale, sempre nel rispetto della normativa fiscale.
Riprendendo l’esempio precedente:
Importo netto percepito:
circa 53.354 euro
Questo significa che, a fronte di 100.000 euro di utile prodotto dalla società, il socio potrebbe ricevere poco più di 53.000 euro, salvo situazioni particolari o strategie di pianificazione fiscale differenti.
Non esiste una risposta valida per tutti.
La scelta dipende da numerosi fattori:
Una valutazione personalizzata consente spesso di individuare la soluzione più efficiente sotto il profilo fiscale e gestionale.
Tra gli errori più frequenti troviamo:
Molti imprenditori concentrano l’attenzione sul fatturato senza valutare l’impatto fiscale delle modalità di prelievo.
Un elevato volume di vendite non implica necessariamente una maggiore disponibilità economica.
La scelta della forma societaria e delle modalità di remunerazione può incidere significativamente sul risultato finale.
Passare dall’utile lordo all’utile netto significa comprendere come funzionano fiscalità, distribuzione degli utili e pianificazione societaria.
Ogni impresa presenta caratteristiche specifiche e una corretta analisi può contribuire a migliorare la gestione delle risorse e la redditività complessiva.
Per questo motivo è consigliabile valutare con attenzione le modalità di remunerazione e la struttura fiscale più adatta alla propria realtà imprenditoriale con un team di esperti come quello di LB Advisory
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