





Ogni imprenditore lo sa: gli utili, quando arrivano nelle sue tasche, hanno già pagato le imposte una prima volta come società, e ne pagano altre subito dopo come reddito personale. Il risultato è che buona parte di ciò che il tuo lavoro produce si perde lungo il tragitto, prima ancora di poter essere reinvestito.
Nel frattempo il patrimonio costruito in anni di attività resta sotto lo stesso tetto dell'impresa che lo ha generato. Se l'operativa va in difficoltà, saltano anche immobili, liquidità, marchi. Se un socio si separa, se un fornitore fa causa, se arriva un accertamento: tutto è esposto.
A questo si aggiunge un ultimo nodo: prima o poi l'impresa dovrà passare di mano — ai figli, a un socio, a un acquirente. Senza una struttura pensata prima, ogni transizione rischia di costare anni di lavoro in fiscalità evitabile, conflitti familiari, perdita di valore.
Sono tre problemi diversi, ma hanno una sola radice: un'architettura d'impresa che non esiste.
Una prima analisi senza impegno per capire dove sei esposto e come proteggerti

La holding lavora sulla struttura, non sui sintomi.
Riguardo al fisco, sposta gli utili dentro un contenitore in cui i dividendi tra società sono quasi interamente esenti: solo il 5% concorre alla formazione del reddito imponibile, con un impatto effettivo intorno all’1,2%, contro il 26% previsto quando gli utili arrivano alla persona fisica.
Su 100.000 euro di utili distribuiti, significa lasciare nel gruppo quasi 25.000 euro in più rispetto a una distribuzione diretta alla persona fisica
Non è un trucco: è il modo in cui il legislatore ha strutturato la tassazione dei flussi infragruppo per favorire capitalizzazione e sviluppo.
La tassazione personale interviene solo quando decidi di portare davvero i soldi fuori dal sistema.
Sulla protezione, separa patrimonio e operatività: immobili, liquidità e asset strategici possono stare a monte, mentre il rischio d’impresa resta nelle società operative. Questo non elimina il rischio, ma lo contiene e lo rende più gestibile.
Sul governo del gruppo, introduce una vera cabina di regia: una testa, più società. Una direzione, più attività. Decisioni coordinate su tutto il perimetro.
In LB Advisory non vendiamo una holding standard: progettiamo un’architettura che tiene insieme fiscalità, protezione e controllo, partendo dalla tua impresa reale.
COCHERA BLANCA SRL

Alessandro Zerbini
BIOSEARCH AMBIENTE SRL

Lorella Ricci
STB SYS AUTOMATION SRL

Francesco Cecconi
NEW MOTOSPAZIO SRL

Angelica Baggio
Splendor srl

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RI.E.TI. SRL

Vincenzo Massariello
STYLA SRL

Produzione Styla
LA LINEA 28 SRL

Ristorante Pizzeria La Linea
TECNOPROGEST SRL

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GALLO AUTOTRASPORTI

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Mirko Pontalti
B & B DI BALDISSERRI MARIO & C. SNC

Angela Baldisserri
I margini di oggi non perdonano più le strutture di ieri. Dieci anni fa si poteva gestire un'impresa “a mano”, con il commercialista che chiudeva i bilanci e l’imprenditore che teneva tutto in testa. Oggi molto meno. I margini si sono assottigliati, la pressione fiscale resta elevata e complessa, le regole cambiano continuamente, spesso con ogni Legge di Bilancio, i creditori sono più strutturati e attenti, e il ricambio generazionale riguarda una quota significativa delle imprese italiane.
In questo scenario, continuare senza un’architettura è come guidare un’azienda del 2026 con gli strumenti del 2010. Funziona finché funziona. Poi, quando qualcosa si muove — un’opportunità di acquisizione, una crisi, un erede, un accertamento — ti accorgi che non hai le strutture per reggere il colpo.
Chi costituisce oggi una holding non lo fa per seguire una moda. Lo fa perché ha capito che con i numeri di oggi non può più permettersi di pagare più tasse del necessario, tenere il patrimonio esposto e governare il gruppo a vista.
Il momento per farlo è prima che serva. Dopo diventa gestione dell’emergenza.
