
L’azienda di famiglia rappresenta una delle forme imprenditoriali più diffuse in Italia, spesso caratterizzata da un forte legame tra proprietà e gestione. Il regime forfettario può offrire importanti vantaggi fiscali per le imprese familiari, permettendo di ridurre il carico tributario e semplificare la gestione amministrativa. Tuttavia, vi sono limiti e normative specifiche da rispettare per accedere a questa agevolazione.
In questo articolo analizzeremo come il regime forfettario può essere applicato a singoli familiari che in comune hanno un’azienda di famiglia. Quali sono i vantaggi e le possibili criticità, e quali strategie adottare per massimizzare i benefici fiscali.
Il regime forfettario è una forma semplificata di tassazione destinata alle piccole imprese e ai lavoratori autonomi che rispettano determinati requisiti di fatturato.
Uno dei principali vantaggi del forfettario è la tassazione al 15% (o al 5% per le startup) sul reddito imponibile, che sostituisce IRPEF, IRAP e addizionali.
Chi aderisce al regime forfettario può inoltre beneficiare di una riduzione del 35% sui contributi INPS, un vantaggio significativo oggi per i lavoratori autonomi.
Limiti e Restrizioni del Forfettario nelle Aziende Familiari
Nonostante i vantaggi, vi sono alcune limitazioni importanti da considerare prima di adottare questo regime in un’impresa familiare.
Per accedere al regime forfettario, il fatturato annuo dell’azienda non deve superare 85.000 euro. Se l’impresa supera questa soglia, è obbligata a passare al regime ordinario.
Il regime forfettario non è compatibile con la partecipazione in società di persone o in altre imprese familiari, così come con la partecipazione in società di capitali, salvo eccezioni. Se uno dei membri della famiglia possiede già quote in un’altra attività, potrebbe non essere ammesso, così come nei casi di parentela fino al 1° grado.
Facciamo un esempio pratico. Se mio padre possiede il 60% di una SRL, anche se le quote non sono di mia proprietà, non posso comunque aprire la p.iva in regime forfettario perché scatta la presunzione di legge del controllo indiretto della società da parte appunto di un familiare che agisce come interposta persona.
In realtà è comunque ammesso nel caso il codice ATECO della mia attività forfettaria sia del tutto distinto da quello della SRL di mio padre e peraltro non emetto fatture verso la stessa.
Se un familiare già lavora come dipendente presso l’azienda di famiglia, potrebbe non essere possibile inquadrarlo come titolare di partita IVA forfettaria, se il suo RAL è superiore a 35,000€ annui.
Prima di scegliere il regime forfettario, è importante valutare se convenga mantenere l’azienda come impresa individuale o trasformarla in una società di persone o di capitali.
Per massimizzare i vantaggi fiscali, è utile distribuire i ruoli tra i membri della famiglia in modo strategico.
Gestire correttamente fatturazione e spese è essenziale per evitare il superamento della soglia e perdere i benefici del regime forfettario.
Il regime forfettario può essere un’opportunità vantaggiosa per chiunque oggi in Italia, ma richiede un’attenta pianificazione fiscale e gestionale. Valutare i requisiti, le limitazioni e adottare strategie mirate può consentire di ridurre la pressione fiscale e ottimizzare la gestione dell’impresa.
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