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Liquidità imprese: le misure di credito previste per il 2022

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 Liquidità imprese: le misure di credito alle imprese previste dalla legge di bilancio 2022

 

La legge di bilancio 2022 ha salvato la liquidità delle imprese, essendo che è stata ipotizzata la proroga delle garanzie. Si tratta di un provvedimento molto importante, dato che preservare la capacità di un’azienda di far fronte ai propri impegni finanziari, equivale a garantirne la sopravvivenza.

 

Il governo ha scelto di prolungare fino alla fine del mese di giugno del prossimo anno sia le garanzie del Fondo Pmi sui prestiti che le garanzie Sace.

 

In virtù di questo provvedimento, l’esecutivo si propone di concedere alle imprese una maggiore quantità di tempo per poter aderire alle tipologie di garanzie che abbiamo menzionato, in relazione ai prestiti che superano la soglia dei 30mila euro.

 

 

Che cosa cambierà nei prossimi mesi

 

Va detto, comunque, che per le garanzie del Fondo Pmi sui prestiti è prevista una riduzione al 60%, a differenza di ciò che avverrà per le garanzie sugli investimenti che, invece, rimarranno all’80%.

 

E poi c’è un altro aspetto da prendere in considerazione: infatti, a partire dal 1° aprile del prossimo anno, sarà previsto il pagamento di una commissione, che sarà appannaggio dei soggetti garantiti.

 

Attraverso il decreto Pnrr, inoltre, si aggiungono ulteriori 358 milioni di euro che potranno essere sfruttati per offrire fino alla fine del 2025 nuove garanzie pubbliche su finanziamenti mirati in ambito turistico.

 

Se in un primo momento era stato deciso che la scadenza delle garanzie pubbliche sui finanziamenti alle imprese sarebbe giunta alla fine dell’anno, ora si è appurato che ci sarà una proroga di sei mesi.

 

A scadere alla fine del 2021 saranno, invece, le moratorie pubbliche sui crediti attivi. È stato possibile richiederle fino allo scorso 31 gennaio, ed è stata prorogata fino al prossimo 31 dicembre la durata delle sospensioni in corso.

 

 

I crediti coinvolti per la liquidità imprese

 

Uno stop simile, in ogni caso, non pare destare troppe preoccupazioni fra gli analisti del settore. Già nel corso dei mesi più recenti, infatti, si è assistito a una riduzione dei crediti interessati per la liquidità imprese.

 

In totale, le imprese che si sono avvalse dei prestiti garantiti, delle moratorie private o ex lege o di entrambe le soluzioni sono state pari a circa i tre quinti di tutte le società di persone e di capitale che avevano un indebitamento bancario non inferiore ai 25 mila euro, con numeri un po’ più alti al Sud e al Centro piuttosto che al Nord.

La quota di prestiti con garanzie pubbliche è cresciuta, nell’ultimo anno, del 25%, e la tendenza è stata più evidente nelle regioni del Meridione.

 

 

Le moratorie

 

Per quel che riguarda le moratorie, sembra che il loro utilizzo si vada via via spegnendo in maniera progressiva. I numeri rivelano che il ricorso a questo strumento è stato un po’ più frequente nei primi tempi della pandemia e nelle regioni del Nord Est, essendo servito per equilibrare lo choc iniziale.

 

Tuttavia poi il numero di imprese che hanno beneficiato delle moratorie si è ridotto, passando dal 31% al 18%. In più, nel corso degli ultimi tempi numerose imprese hanno deciso di ricominciare, in maniera del tutto autonoma, a rimborsare i prestiti a intervalli regolari.

 

Infatti da Giugno la proroga della moratoria non si applica più in maniera automatica, a differenza di quel che accadeva nei mesi precedenti, ma unicamente se viene presentata una richiesta apposita.

 

Pochi giorni fa la Banca d’Italia ha presentato un rapporto con il quale ha attestato il successo ottenuto dalle misure di supporto alla liquidità delle imprese che sono state previste per superare le conseguenze della pandemia da coronavirus e delle relative restrizioni che si sono rese necessarie.

 

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